cena medievale

tema non facile d’affrontare, ma l’amica nostra paura non ha neppure del diavolo e quindi…

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la premessa è chiara: oltre al cucchiaio s’useranno coltello e dita; all’accoglienza il vassoio con la posata medievale per ciascun commensale contrasta subdolamente col modem wifi.

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ed ecco la minuta della cena settembrina:

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ecco la torta d’agli, squisita: e quién no le gusta el ajo peste lo colga!

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le fan corona le fettuntine col cavolo nero.

nota la mise en table con l’acquamanile all’acqua di rose e, fermato da uno spillone,  l’asciugadita.

dal piatto comune si prelevano gli ambrogini di pollo:

elixa pullos. postea, frige cum lardo et cepis et speciebus cum safrano trittis et distemperatis cum brodio…

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‘lavori in corso': i resti dell’ambrogino, l’arrosto farcito alla taillevent e l’insalata di cipolle.

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(c’erano anche le lenticchie, sfuggite in foto).

verso il dolce

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saporite frittelle di mele, e

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crostata di pere e crema ben conchiudono la cena.

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la cura dei particolari: l’acquamanile decorato, così come – nelle foto precedenti – i bicchieri.

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il vino era, giustamente, aromatico, ché speziato sarebbe stato eccessivo: ma quel gaglioffo e infingardo del vostro cronista non lo ricorda, forse da tanto che ne ha bevuto.

e millanta rigraziamenti ai padroni di casa!

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è sempre il dna

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che ci consente di sapere che il müller thurgau è un incrocio di riesling (renano, savasandir) e di madeleine royale.

ora, diamo per scontato che tutti conosciate il riesling (renano) (anche se non è vero); ma ‘sta madeleine royale?

beh, sempre il dna ci ha rivelato trattarsi di un incrocio di pinot e trollinger: am magn un bréc con tott al coran o come diavolo si dice se conoscete il trollinger.

trollinger in germania, vernatsch in sud tirolo/alto adige, schiava in italiano: e qui la finiamo.

al già più volte citato istituto di san michele all’adige pure il m-t fanno: e bene.

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romagna quasi toscana

quella di brisighella, già famosa per l’olio, il treno delle castagne, le feste medievali, la via degli asini; da vigne dei boschi – già recensita per il 16 anime – settepievi 2007, un potentissimo rosso ravenna che partecipa maggiormente, trascrivo fedelmente, di un presunto clone di malbo brisighellese selezionato a brisighella in una vecchia vigna, corroborato da cabernet e merlot; dopo lungo sonno in legno sorte fuori corposo e potente, più in bocca che al naso coi 15° ché tutti si avvertono.

settepievi